Ascolto sempre con ammirazione le parole che vengono estratte dai libri orientali come l’Hagakure.
Leggendo questo brano mi viene a mente l’immagine del film “non ci resta che piangere” dove il monaco dice a Troisi: “ricordati che devi morire…” e di come il genere umano oscilli sempre tra l’idea di cancellare la morte o di tenerla come principio guida delle proprie azioni.
Credo sia importantissimo non essere schiavi della paura della morte e ricordare la limitatezza della vita umana per non perdersi in attività inutili e distruttive come guerre personali e tentativi di procrastinare la vera fruizione della propria vita…
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Estratto del libro…
Imparare ad ascoltare le parole degli altri a leggere i libri e a sospendere il giudizio. Sono questi gli strumenti per conseguire la capacità di giudizio degli antichi.
Se ti imbatti in gravi difficoltà o in situazioni incresciose, non è sufficiente dire a te stesso che non ne sei turbato.Imbattendosi in situazioni incresciose devi spingerti ancora più avanti con audacia e rallegrartene, quasi dovessi superare una barriera. Come dice il motto: “Quando l’acqua sale la barca si alza.”
Ho scoperto che la Via del Samurai è la morte: è necessario prepararsi alla morte dal mattino alla sera, giorno dopo giorno.
E’ sbagliato affissare la mente su due cose al tempo stesso. Si deve dedicare tutta quanta la propria energia alla Via del Samurai. Non fa d’uopo cercare alcunché d’altro. Lo stesso principio vale per l’ideogramma di “via” (道). Invece, chi ha studiato Confucianesimo o Buddhismo potrà ritenere che la via del Samurai sia una “via” irragionevole. Solo se studi tutte le varie “vie” potrai esser in grado, prima o poi, di capire che cos’è veramente ragionevole.
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