Filosofie

Post da Settembre 2006

Hagakure

Settembre 26, 2006 · Lascia un Commento

Ascolto sempre con ammirazione le parole che vengono estratte dai libri orientali come l’Hagakure.

Leggendo questo brano mi viene a mente l’immagine del film “non ci resta che piangere” dove il monaco dice a Troisi: “ricordati che devi morire…” e di come il genere umano oscilli sempre tra l’idea di cancellare la morte o di tenerla come principio guida delle proprie azioni.

Credo sia importantissimo non essere schiavi della paura della morte e ricordare la limitatezza della vita umana per non perdersi in attività inutili e distruttive come guerre personali e tentativi di procrastinare la vera fruizione della propria vita…

] marcomkc [

Estratto del libro…
Imparare ad ascoltare le parole degli altri a leggere i libri e a sospendere il giudizio. Sono questi gli strumenti per conseguire la capacità di giudizio degli antichi.

Se ti imbatti in gravi difficoltà o in situazioni incresciose, non è sufficiente dire a te stesso che non ne sei turbato.Imbattendosi in situazioni incresciose devi spingerti ancora più avanti con audacia e rallegrartene, quasi dovessi superare una barriera. Come dice il motto: “Quando l’acqua sale la barca si alza.”

Ho scoperto che la Via del Samurai è la morte: è necessario prepararsi alla morte dal mattino alla sera, giorno dopo giorno.

E’ sbagliato affissare la mente su due cose al tempo stesso. Si deve dedicare tutta quanta la propria energia alla Via del Samurai. Non fa d’uopo cercare alcunché d’altro. Lo stesso principio vale per l’ideogramma di “via” (道). Invece, chi ha studiato Confucianesimo o Buddhismo potrà ritenere che la via del Samurai sia una “via” irragionevole. Solo se studi tutte le varie “vie” potrai esser in grado, prima o poi, di capire che cos’è veramente ragionevole.

Altre informazioni

Hagakure – Wikipedia

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Utilizzo del tempo ed altre pillole di saggezza

Settembre 24, 2006 · Lascia un Commento

Iniziamo questo nostro viaggio nelle filosofie di tutti i tempi con i consigli di un grande saggio.

Seneca fornisce suggerimenti a Lucilio che hanno carattere universale e che, a distanza di anni, mostrano come non sia cambiata la caratteristica dell’uomo di preoccuparsi di cose futili.

Buona meditazione.

] marcomkc [

Seneca, Lettere a Lucilio

Libro 1, cap. 1

Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto.

2 Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va.

3 Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l’unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire.

4 Ti chiederai forse come mi comporti io che ti do questi consigli. Te lo dirò francamente: tengo il conto delle mie spese da persona prodiga, ma attenta. Non posso dire che non perdo niente, ma posso dire che cosa perdo e perché e come. Sono in grado di riferirti le ragioni della mia povertà. Purtroppo mi accade come alla maggior parte di quegli uomini caduti in miseria non per colpa loro: tutti sono pronti a scusarli, nessuno a dar loro una mano.

5 E allora? Una persona alla quale basta quel poco che le rimane, non la stimo povera; ma è meglio che tu conservi tutti i tuoi averi e comincerai a tempo utile. Perché, come dice un vecchio adagio: “È troppo tardi essere sobri quando ormai si è al fondo.” Al fondo non resta solo il meno, ma il peggio. Stammi bene.

Via http://www.filosofico.net/lucilio.htm

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